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	<title>Longobardi del Sud</title>
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	<description>La regione Campania: la sua arte, la sua cultura e il suo territorio</description>
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		<title>La Regione Campania: la bontà nasce dal sole</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napoletano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/11/Prodotti-italiani-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="prodotti Made in Italy" title="Mozzarella pomodoro e basilico" /></p>Grazie al clima mite ed alla favorevole posizione geografica, la regione Campania costituisce un vero e proprio scrigno nel cuore dell’Italia, per la sua produzione locale. Importante territorio per il settore agroalimentare, dalle aziende campane giungono sulle tavole italiane e straniere ogni giorno farina, pasta, olio, aceto e vino, mozzarelle, formaggi e salumi di tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/11/Prodotti-italiani-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="prodotti Made in Italy" title="Mozzarella pomodoro e basilico" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-62" title="Mozzarella pomodoro e basilico" src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/11/Prodotti-italiani-300x200.jpg" alt="prodotti Made in Italy" width="300" height="200" /><strong>Grazie al clima mite ed alla favorevole posizione geografica, la regione Campania costituisce un vero e proprio scrigno nel cuore dell’Italia, per la sua produzione locale. Importante territorio per il settore agroalimentare, dalle aziende campane giungono sulle tavole italiane e straniere ogni giorno farina, pasta, olio, aceto e vino, mozzarelle, formaggi e salumi di tutti i tipi. Senza dimenticare i rinomati dolci della zona e le marmellate preparate con la  frutta maturata sotto il caldo sole campano.</strong><span id="more-55"></span></p>
<h2>Primi piatti e prodotti a base di pesce</h2>
<p>Campania è anche sinonimo di un’ampia gamma di prodotti ittici che va dai crostacei alle alici fino ai frutti di mare, di agrumi dalle tinte lucenti e dal sapore delizioso, di mozzarella e di carne di bufala. La gastronomia campana, cultrice d’eccellenza dello slow food, propone una varietà genuina e colorata di pietanze tradizionali. Molti sono i primi piatti a base di pasta fatta a mano, che viene preparata seguendo ancora oggi antiche ricette casalinghe. Tra queste sono degne di nota le Lagane, caratteristiche della zona beneventana, i cavatelli e le orecchiette tipiche della cucina avellinese ma anche gli gnocchi ed i tagliolini di Caserta. Lungo la costiera non mancano invece mai le fritture di pesce ed i frutti di mare che accompagnano i primi o che troneggiano in qualità di secondo sulle tavole, mentre nella zona di Napoli non possono mancare la pizza con la mozzarella e gli spaghetti al sugo di pomodoro.</p>
<h2>Il settore enologico: vini di tutti i colori</h2>
<p>Ottimi sono anche i vini DOCG che la Campania propone ai convitati. Ed a fine pasto non dovrebbe mancare il limoncello, prodotto nella penisola sorrentina. La regione Campania offre molteplici strutture enogastronomiche. I visitatori possono scegliere tra lussuosi ristoranti e caratteristiche trattorie per una degustazione delle prelibatezze regionali. Inoltre la gastronomia locale dispone di molti agriturismi dove è possibile godere delle gioie del palato, magari lasciandosi avvolgere dal suono coinvolgente della musica popolare campana.</p>
<p>Immagine: Lsantilli &#8211; Fotolia</p>
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		<title>In giro con un’auto a noleggio tra quelle che furono le terre invase dai longobardi</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 04:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napoletano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Auto noleggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Stirpe germanica]]></category>
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		<description><![CDATA[I Longobardi furono una popolazione di stirpe germanica che, a partire dal II secolo d.C., iniziarono una migrazione che dal nord Europa li portò verso l’area mediterranea e, infine, anche in Italia. Le terre che un tempo furono invase dai Longobardi rappresentano il luogo ideale per una visita, da esplorare con un mezzo proprio o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-47" title="Auto" src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/11/Auto-noleggio-300x200.jpg" alt="auto noleggio" width="300" height="200" /><strong>I Longobardi furono una popolazione di stirpe germanica che, a partire dal II secolo d.C., iniziarono una migrazione che dal nord Europa li portò verso l’area mediterranea e, infine, anche in Italia. Le terre che un tempo furono invase dai Longobardi rappresentano il luogo ideale per una visita, da esplorare con un mezzo proprio o con un’auto a noleggio.</strong><span id="more-46"></span></p>
<h2>La migrazione del popolo dei Longobardi</h2>
<p>Il nome “Longobardi” deriva dai termini lang (ovvero “lungo”) e bart (“barba”): presso questo popolo germanico gli uomini avevano infatti l’abitudine di non tagliarsi mai la barba, al contrario ad esempio dei Franchi che invece erano sempre ben rasati. I Longobardi erano originari della zona dell’Elba e delle rive del Mar Baltico, ed iniziarono una migrazione verso sud che li vide insediarsi progressivamente lungo il Danubio, in Pannonia (l’attuale Ungheria) e, infine, giungere nell’Italia nordorientale.<br />
Le prime regioni invase furono quelle situate lungo il corso del fiume Isonzo: a passare dal dominio bizantino a quello longobardo furono in particolare Cividale del Friuli, Aquileia, seguite poi da Vicenza e Verona. Negli anni successivi molte altre città del centro e nord Italia caddero sotto il dominio dei Longobardi come, ad esempio, Milano e Lucca nel 569 e Pavia nel 572. Quest’ultima, caduta solo dopo tre lunghi anni di assedio, venne nominata dal re longobardo Alboino come capitale del suo ormai vasto regno. Successivamente i Longobardi proseguirono la loro penetrazione del territorio italiano raggiungendo la Toscana e diverse altre regioni dell’Appennino centro-meridionale.</p>
<h2>Sulle tracce dei longobardi con un’auto a noleggio</h2>
<p>Il luogo ideale per l’esplorazione dei territori che una volta fecero parte del regno longobardo è il Friuli e, in particolare, le località di Cividale del Friuli ed Aquileia. Il modo ideale per muoversi è con un mezzo proprio, che garantisce la completa autonomia negli spostamenti; se non se ne possiede uno, un consiglio sempre valido è quello di prendere un’<a href="http://www.autonoleggio-online.it" class="liexternal">auto a noleggio</a>. Questa opzione è particolarmente indicata ad esempio per chi giunge qui in aereo: in tutti gli aeroporti del Friuli è possibile prendere un’auto a noleggio, con la possibilità di risparmiare sulle tariffe prenotando in anticipo su internet.</p>
<p>Foto: Maridav &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le grandi migrazioni Longobarde da Nord verso Sud</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 14:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napoletano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Diario di viaggio: dalla Scandinavia all’Italia La migrazione Longobarda nei secoli Per “migrazione longobarda” si intende il processo, durato svariati secoli, che ha condotto il popolo germanico orientale dei Longobardi dalla Scandinavia, luogo di origine della popolazione nel I secolo a.C., alle porte dell’Italia nel VI secolo d.C. Nel corso di questo processo migratorio, peraltro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-33" title="Scandinavia" src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/09/skandinavien.jpg" alt="Scandinavia" width="300" height="200" /><strong>Diario di viaggio: dalla Scandinavia all’Italia</strong><br />
<br/><br/><span id="more-32"></span></p>
<p><br/><br/><br/><br/><br/></p>
<h2>La migrazione Longobarda nei secoli</h2>
<p>Per “migrazione longobarda” si intende il processo, durato svariati secoli, che ha condotto il popolo germanico orientale dei Longobardi dalla Scandinavia, luogo di origine della popolazione nel I secolo a.C., alle porte dell’Italia nel VI secolo d.C. Nel corso di questo processo migratorio, peraltro disordinato e non premeditato, condotto per motivi spesso contingenti e legati a situazioni del momento, i Longobardi hanno avuto numerosi contatti, sia pacifiche sia conflittuali, con altre popolazioni germaniche e non. Questi rapporti hanno mutato profondamente nel tempo le strutture sociali, politiche, culturali e istituzionali del popolo, che pur hanno saputo mantenere forte la traccia delle sue origini.</p>
<h2>Tra Scandinavia e fiume Elba</h2>
<p>Originariamente insediati nella parte meridionale della Scandinavia, i Longobardi danno inizio al loro processo migratorio dirigendosi verso la “Scoringa”, sulle coste sudoccidentali del Mar Baltico, nel I secolo a.C. Da li si spingono ancora a sud, verso il fiume Elba, affrontando le tribù dei Vandali e degli Assipitti. Il primo contatto con i Romani avviene nel 5 d.C., in occasione della campagna germanica di Tiberio. Sconfitti dalle legioni romane i Longobardi si rifugiano sulla sponda destra del fiume Elba e si uniscono prima ai Marcomanni e poi ai Cherusci. Nel 167 sono tra le popolazioni coinvolte nella prima campagna delle legioni romane di Marco Aurelio, che si risolve tuttavia in una sconfitta per i popoli barbari. Stanziano presso il corso dell’Elba fino alla seconda metà del IV secolo, quando si scontrano e vengono sconfitti dagli Unni.</p>
<h2>Dal Danubio all&#8217;Italia: il Regno Longobardo</h2>
<p>Alla fine del V secolo i Longobardi abbandonano le sponde del fiume Elba per stabilirsi a ridosso del medio Danubio. Sconfitti e annientati gli Eruli nel 526, sotto la guida del re Vacone e grazie all’alleanza con Franchi e Bizantini, i Longobardi sottomettono gli Svevi e occupando la Pannonia e la Valeria, territori pressoché riconducibili all’attuale Ungheria. Nel 547-548 il re longobardo Audoino si schiera al fianco di Giustiniano contro gli interessi dei Franchi e dei Gepidi, sconfiggendo questi ultimi nel 551. A questo punto l’influenza e la potenza del popolo longobardo allarmano Bisanzio, che appoggiando i Gepidi infligge una dura sconfitta ai Longobardi nel 565. Sotto il re Albonio i Longobardi stipulano un’alleanza con gli Avari, grazie alla quale annientano definitivamente i Gepidi. Il prezzo di tale alleanza è però molto alto: tutti i territori conquistati vanno nelle mani degli Avari. Per far fronte al malcontento dei vassalli, privati del proprio bottino di guerra, re Albonio decide di muovere verso l’Italia. Nel 568 penetra nella penisola italica attraversando l’Isonzio. Ha inizio la storia del Regno Longobardo.</p>
<p>Illustrazione: Stefan Rieger &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L&#8217;arte e la letteratura longobarda in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 14:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napoletano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia di un popolo riflessa nella sua arte Tra stile germanico einfluenze classiche Il popolo dei Longobardi vide dapprima una lunga fase caratterizzata da nomadismo. Tra il I e il VI secolo la popolazione visse un lento e duraturo processo di migrazione che dalla Scandinavia lo portò in Pannonia, primo insediamento stabile, poi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/09/alte-buecher.jpg" alt="letteratura longobarda" title="libri vecchi " width="205" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-29" /><strong>La storia di un popolo riflessa nella sua arte</strong></p>
<p><span id="more-28"></span></p>
<h2>Tra stile germanico einfluenze classiche</h2>
<p>Il popolo dei Longobardi vide dapprima una lunga fase caratterizzata da nomadismo. Tra il I e il VI secolo la popolazione visse un lento e duraturo processo di migrazione che dalla Scandinavia lo portò in Pannonia, primo insediamento stabile, poi in Italia, dove fondò il Regno Longobardo, durato fino al 774. Il linguaggio artistico sviluppato fino al VI secolo, pertanto, fu quello tipico di un popolo nomade, caratterizzato dall’utilizzo di procedimenti e materiali facilmente trasportabili. In un secondo momento, quando il processo migratorio s’interruppe e fu occupato il territorio della Pannonia prima e, soprattutto, dell’Italia poi, lo stile prettamente germanico dell’arte longobarda venne fortemente influenzato dal contatto bizantino. L’arte longobarda di quel periodo si presenta come sintesi dell’origine germanica e dell’influenza classica, in una commistione spesso originale e suggestiva.</p>
<h2>Letteratura e pittura</h2>
<p>E’ molto difficile rintracciare i segni della letteratura longobarda. Il patrimonio di saghe, tipica espressione letteraria longobarda, è andato quasi completamente perso, a causa del fatto che tali opere furono tramandate solo oralmente. Si possono tuttavia identificare le tracce della letteratura longobarda nella Origo Gentis Langobardum o in alcune opere di Paolo Diacono, considerato il maggior esponente della letteratura longobarda. Diacono rappresenta altresì molto bene la commistione di culture, avvenuta tra la popolazione longobarda e quella italiana, durante l’occupazione germanica della penisola. Pur essendo orgogliosamente longobardo, l’autore, scrisse i suoi lavori in latino. Un altro ambito in cui allo stile germanico, fortemente simbolico, si innestano influenze bizantine, più attente alla prospettiva, è sicuramente la pittura. Opere eccellenti di tale tradizione artistica ancora oggi esistenti sono sicuramente gli affreschi della Chiesa di Santa Maria foris portas di Castelseprio.</p>
<h2>Architettura e scultura</h2>
<p>Un forte impulso all’architettura di tipo religioso fu dato durante il periodo di occupazione dell’Italia da alcuni sovrani come Teodolinda, Liutprando, Desiderio, sia a scopo di evangelizzazione, sia come strumento di controllo politico. Le realizzazioni architettoniche longobarde in Italia sono tuttavia per la maggior parte andate perse, soprattutto a causa di successive ricostruzioni. A esclusione del tempietto Longobardo di Cividale del Friuli, i numerosi edifici situati a Pavia, a Monza e in altre località, furono spesso rivisitati e rimaneggiati nei secoli successivi al collasso del Regno Longobardo. Restano pressoché integre ancora ai giorni nostri solamente alcune delle opere religiose e civili, come la chiesa di Santa Sofia o la Rocca dei Rettori a Benevento. Per quanto invece riguarda la scultura, quella longobarda rappresenta una tra le migliori manifestazioni di arte altomedievale. Tipici dello stile longobardo sono i disegni geometrici, fitomorfici e zoomorfici. Alcune di queste opere d’arte esistono tuttora. Ottimi esempi restano i Plutei di Teodote o l’altare di Rachis.</p>
<p>Immagine: Ina Schoenrock &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I Longobardi in Italia e le loro conquiste: la fine della grande migrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 13:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napoletano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[A seguito della lunga migrazione che dalla Scandinavia li porta in Pannonia, dopo la fine dell’alleanza bizantina e l’inizio di quella con gli Avari, sotto le insistenze dei vassalli e affamata di nuove terre, la tribù dei Longobardi muove verso la penisola italica nel 568. Inizia così la storia del Regno Longobardo. Nascita e stabilizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/09/longobardi.jpg" alt="Longobardi in Italia" title="benevento - chiesa di sant&#039;ilario" width="198" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-26" /><strong>A seguito della lunga migrazione che dalla Scandinavia li porta in Pannonia, dopo la fine dell’alleanza bizantina e l’inizio di quella con gli Avari, sotto le insistenze dei vassalli e affamata di nuove terre, la tribù dei Longobardi muove verso la penisola italica nel 568. Inizia così la storia del Regno Longobardo.</strong><br />
<br/><br/><span id="more-25"></span></p>
<p><br/><br/></p>
<h2>Nascita e stabilizzazione del regno Longobardo</h2>
<p>La resistenza bizantina è debole e breve. La prima città a cadere è Civitale del Friuli, seguita in breve tempo da Aquileia, Vicenza e Verona, e poi da Milano e Lucca. Nel 572 cede anche Pavia, città nella quale il re Alboino fonda la capitale del nuovo regno.Nello stesso anno il sovrano viene assassinato, e al suo posto sale al trono Clefi ucciso anch’egli nel 574. Dopo di lui non vengono nominati altri re per i successivi dieci anni, durante i quali i duchi governano autonomamente il Regno.La sempre maggiore pressione di Franchi e Bizantini ai confini del Regno rende tuttavia sempre più necessaria una struttura centralizzata, e nel 584 viene eletto re dai duchi il figlio di Clefi, Autari. Il nuovo sovrano longobardo respinge i Franchi fino all’attuale Piemonte nel 585, costringendo anche Bisanzio alla tregua e dona al regno una certa stabilità interna, prima di venire anch’esso assassinato nel 590.</p>
<h2>Agilufo e la conversione al cattalicesimo</h2>
<p>Salito sul trono Agilulfo si assiste a una forte ripresa dell’avanzata longobarda in Italia, e nel 603 vengono annesse ai territori del regno Parma, Piacenza, Padova, Monselice, Este, Cremona, Mantova, Spoleto e Benevento. Sotto la guida di Agilulfo si rafforza il potere regio, prende forma una struttura stabile e centralizzata suddivisa in ducati, si alimenta il processo di inclusione delle popolazioni occupate e incentivata la conversione al cattolicesimo delle popolazioni longobarde. </p>
<h2>La caduta del regno</h2>
<p>Nel corso del VII secolo il regno continua a espandersi, acquisendo la Liguria e parte delle regioni della Romagna e del Lazio, fino al 756, quando una sconfitta inflitta dai Franchi costringe l’allora re Astolfo alla cessione di alcuni territori, sottratti a Bisazio, al papa Stefano II. Nella seconda metà dell’VIII secolo il re longobardo Desiderio occupa Ravenna e la parte della Romagna rimasta in mano ai bizantini, fino a diventare una minaccia per Roma stessa. Vista l’impossibilità del regno bizantino a intervenire, a causa delle guerre in corso contro gli Arabi, è Carlo Magno che giunge in risposta agli appelli del papa. Succeduto a Carlomanno, si impadronisce dell’intero impero franco e sceso in Italia combatte e sconfigge i longobardi. Nel 774 Pavia cade sotto l’attacco franco, e da quel momento il Regno Longobardo diventa regno dipendente dell’Impero Franco.</p>
<p>Illustrazione: geco &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Opere artistiche e culturali in provincia di Salerno</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 11:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napoletano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La provincia di Salerno è la più estesa della Campania e anche quella più a sud della regione. Da est a ovest abbraccia i monti dell’Appenino, la Valle del Sele e il mar Tirreno che bacia alcune delle perle del Mediterraneo, tra cui Positano, Punta Licosa e Palinuro. Cilento: quando storia e natura firmano il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-20" title="Vietri sul mare - la baia" src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/09/salerno.jpg" alt="Salerno: cultura ed arte" width="300" height="199" /><strong>La provincia di Salerno è la più estesa della Campania e anche quella più a sud della regione. Da est a ovest abbraccia i monti dell’Appenino, la Valle del Sele e il mar Tirreno che bacia alcune delle perle del Mediterraneo, tra cui Positano, Punta Licosa e Palinuro.</strong><span id="more-18"></span></p>
<h2>Cilento: quando storia e natura firmano il capolavoro</h2>
<p>Terra d’incontro tra mare e montagna, occidente e oriente, culture nordiche e africane. Con questa definizione il Cilento ha ottenuto nel 1998 il riconoscimento da parte dell’Unesco di Patrimonio mondiale dell’umanità. Un anno prima il Cilento era stato inserito nella lista delle Riserve della biosfera del Mab-Unesco: speciali aree protette in cui si promuovono la cultura dello sviluppo compatibile e la tutela della biodiversità. L’eccezionalità di questi territori deriva da antichissime tradizioni contadine che risalgono al tempo dei coloni Greci, le cui tracce persistono nella gastronomia e nei riti folcloristici. In diversi paesi della provincia viene preparata una zuppa con 13 tipi di legumi chiamata in greco “Kykeon” oppure la “Pansperma”, una mescola di semi citata da Platone nel Timeo. Caratteristiche sono anche le processioni delle congreghe nella Settimana santa: confraternite laiche vestite con sai e cappucci bianchi che si recano in visita al Santo dei paesi limitrofi. Un apposito ente, il Parco nazionale del Cilento, vigila sulla corretta gestione di questi territori disseminati di borghi antichi e sentieri dalla cui valorizzazione dipende gran parte della salute economica dell’intera provincia.</p>
<h2>Si scrive provincia di Salerno, si legge Patrimonio dell’Umanità</h2>
<p>Con il Cilento hanno ricevuto il prestigioso titolo Unesco anche Paestum con i suoi maestosi templi greci e il museo dove è custodita la famosissima “Tomba del tuffatore”; il sito archeologico di Velia e il Vallo di Diano, noto per le Grotte di Pertosa e la più grande Certosa della penisola, quella di San Lorenzo a Padula. Anche la Costiera amalfitana è nella lista dei patrimoni Unesco sin dal 1996: tra gli elementi di maggior pregio di questa zona bisogna citare il Duomo di Amalfi in stile rococò-barocco, Villa Rufolo e Villa Episcopio a Ravello e la centenaria tradizione della ceramica di Vietri sul Mare.</p>
<p>Foto: robangel69 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I Longobardi e il Cristianismo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 11:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napoletano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[I Longobardi arrivarono in Italia dal nord e dall’est dell’Europa nel 568 d.C. attraversando il fiume Isonzo. La penisola si ritrovò così divisa in due blocchi: quello bizantino aveva nella città di Ravenna il suo quartier generale, mentre il regno longobardo si estendeva su Italia settentrionale e Ducato di Tuscia da una parte, e Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-15" title="La rotonda di San Tomé" src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/09/longobarden_kirche.jpg" alt="I Longobardi e il Cristianismo." width="213" height="300" /><strong>I Longobardi arrivarono in Italia dal nord e dall’est dell’Europa nel 568 d.C. attraversando il fiume Isonzo. La penisola si ritrovò così divisa in due blocchi: quello bizantino aveva nella città di Ravenna il suo quartier generale, mentre il regno longobardo si estendeva su Italia settentrionale e Ducato di Tuscia da una parte, e Italia centro-meridionale (ducati di Spoleto e Benevento) dall’altra.</strong><br />
<br/><span id="more-14"></span></p>
<h2>Una conversione “politica”</h2>
<p>Prima di iniziare la loro discesa verso il Mediterraneo, i Longobardi veneravano divinità femminili riconducibili alla fertilità e alla terra; il contatto con le altre popolazioni germaniche contaminò i loro culti con dei maschili dal carattere guerriero. Durante l’occupazione dell’attuale Ungheria iniziò il processo di conversione al Cristianesimo, ma si registrarono anche adesioni all’arianesimo da parte dell’aristocrazia. Dietro questa prima fase di conversione al Cristianesimo si nasconde un retroscena di natura politico. Nel 584 d.C. per timore di invasione da parte dei Franchi, salì sul trono Autari che vietò espressamente il battesimo con rito cattolico per evitare l’assimilazione ai Romanici. Alla sua morte il suo successore, Agilulfo, sposò una donna cristiana, Teodolinda, figlia del re di Baviera e amica di papa Gregorio I. La regina diede un forte impulso alla diffusione della religione cristiana tra i Longobardi servendosi anche di azioni di grande impatto, come il battesimo nel 603 d.C. dell’erede al trono Adaloaldo. Da quel momento la religione cattolica iniziò a diventare prevalente perché le varie regine per motivi di legittimazione dinastica venivano scelte tra le principesse cattoliche bavaresi.</p>
<h2>La fase matura del Cristianesimo longobardo</h2>
<p>La progressiva integrazione con i Romanici portò alla diffusione del Cristianesimo tra le masse, favorita dalla maggiore stanzialità e dal conseguente distacco delle province italiane dalla cultura bizantina, uno dei maggiori motivi politici di rifiuto della religione dei papi. Secondo alcune leggende relative al Ducato di Benevento, nel VII secolo persistevano tradizioni e riti di origine germanica, come sacrifici di animali e venerazioni idolatriche di vipere. Tuttavia l’intero popolo divenne cristiano sotto Cuniperto nel 663 e da Benevento i pellegrini percorrendo la via Traiana raggiungevano il monte Gargano, luogo di devozione al patrono San Michele Arcangelo.</p>
<p>Illustrazione: xiaoma &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Gli itinerari campani: un entroterra da scoprire</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 14:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>napoletano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori e Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fiano di Avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Greco di Tufo]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è un’altra Campania. Raramente compare sulle cronache dei giornali e non ha Napoli come principale punto di riferimento anche se ovunque nel mondo viene associata alla città vesuviana. E’ l’entroterra campano, quello che non si affaccia sul mare e si sviluppa in un intrigo di monti, vallate e corsi d’acqua. L’Irpinia, “la terra del lupo” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10" title="Veduta del Golfo di Napoli" src="http://www.longobardidelsud.it/wp-content/uploads/2011/09/neapel_Golf.jpg" alt="Tutto sul tema Campania." width="300" height="200" /><strong>C’è un’altra Campania. Raramente compare sulle cronache dei giornali e non ha Napoli come principale punto di riferimento anche se ovunque nel mondo viene associata alla città vesuviana. E’ l’entroterra campano, quello che non si affaccia sul mare e si sviluppa in un intrigo di monti, vallate e corsi d’acqua.</strong><span id="more-9"></span></p>
<h2>L’Irpinia, “la terra del lupo”</h2>
<p>L’Irpinia è tristemente conosciuta per il Terremoto del 23 novembre 1980, eppure ha una storia millenaria e l’originario popolo irpino si è costituito in seguito alle migrazioni dei coloni greci e di tribù indo-europee e italiche. Gli storici sostengono che prima del 342 a.C. , anno di inizio della prima guerra tra Sanniti e Romani, gli irpini erano già stanziati in queste terre. Centri importanti a quel tempo furono: Maleventum, l’attuale Benevento, città che ha conservato le tracce sia della dominazione romana che di quella longobarda; Romulea (oggi Bisaccia) e la cittadina di Compsa, oggi divenuta sito archeologico.</p>
<h2>Acqua e monti: due ricchezze inesauribili</h2>
<p>Situata per larga parte sull’Appennino, che sul monte Cervialto arriva oltre i 1800 metri, l’Irpinia è il più grande bacino idrico dell’Italia meridionale: i suoi fiumi e torrenti dissetano la Campania e le regioni circostanti. In particolare, le sorgenti del Sele e del Calore e le acque dell’Ofanto in Altirpinia alimentano l’Acquedotto pugliese, il più grande in Europa. Inoltre, la provincia di Avellino tra quelle del sud Italia ha la più alta concentrazione di Docg. Sono ben tre i vini che godono di questo prestigioso riconoscimento: il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e il Taurasi. Vari prodotti hanno ottenuto il marchio Igp come il tartufo di Bagnoli e la castagna di Montella. Il turismo culturale è ancora poco sviluppato nonostante i tanti borghi visitabili tra cui Nusco e Gesualdo, il cui castello un tempo fu dimora del Principe dei Musici Carlo Gesualdo.  Due iniziative culturali meritano attenzione: il Medioevo alla Rocca, organizzato a Rocca San Felice, e il Grande spettacolo dell’acqua di Monteverde. Un’importante attrazione turistica è rappresentata dal comprensorio sciistico del Laceno, mentre i santuari di Montevergine e San Gerardo sono mete amate dai pellegrini.</p>
<p>Immagine: Sergiogen &#8211; Fotolia</p>
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